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Immigrati, italiani tolleranti ma non troppo

18/12/2000

 

 

E gli extracomunitari danno il voto ai cittadini della penisola: sono troppo consumisti e dominati dalle donne

   ROMA — Tolleranti a parole, un po’ meno nei fatti. Gli italiani non credono affatto che alcune pratiche religiose siano una minaccia per la nostra cultura, ma quando si tratta di affittare la propria casa, concedere un credito bancario o stipulare un'assicurazione, badano ancora al colore della pelle o all'accento dell'interlocutore. Emerge anche questo dal secondo rapporto della Commissione per l'Integrazione degli immigrati, presentato oggi a Roma, che nella classifica delle comunità straniere più numerose in Italia (in base ai permessi) colloca ai primi tre posti marocchini, albanesi ed ex jugoslavi e segnala una presenza di musulmani pari al 34,9% del totale degli immigrati in Italia.

   DALLA LORO PARTE — E nel rapporto c’è, per una volta, anche il punto di vista degli immigrati. Dalle risposte a un sondaggio emerge che ritengono l'Italia un paese in cui le leggi non sono rispettate. Gli italiani troppo dominati dalle donne, poco capaci di educare i figli, tiepidi nella religione, poco legati alla famiglia, consumisti. E si scopre anche che, diversamente dagli italiani, gli immigrati sono più favorevoli ai matrimoni dei propri figli con italiani. Gli extracomunitari sono molto preoccupati della illegalità e del riflesso che può avere su di loro (75,4%) e molti (39,7%) chiedono maggiore severità nei confronti di comportamenti che si collegano agli immigrati stessi, quali lo spaccio e la prostituzione.

   AL LAVORO — Gli italiani, secondo uno sondaggio che la Commissione ha svolto con l'Ispo, ammettono di avere bisogno della forza lavoro extracomunitaria. Però rifiutano (63,7%) un aumento dei flussi. Sono favorevoli invece a dare priorità a chi abbia un lavoro (79,4%), una specializzazione, un buon livello di istruzione, parenti già immigrati in Italia. Sempre per quanto riguarda il lavoro, l'occupazione dipendente regolare continua a crescere sensibilmente (+6% annuo di iscritti all'Inps). Dai dati registrati emerge che gli immigrati maggiormente inseriti nel mondo del lavoro sono filippini, ex jugoslavi e cinesi; quelli che hanno una più elevata partecipazione femminile al lavoro sono filippini e peruviani; gli extracomunitari con una più ampia vocazione imprenditoriale o di lavoro autonomo sono cinesi, senegalesi, egiziani e marocchini mentre tra quelli che dimostrano di avere maggiori problemi nella ricerca di un primo o di un nuovo lavoro si segnalano algerini e nigeriani.

(Corriere della Sera)

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